martedì 2 febbraio 2016

CURIOSITA': L' autoscontro

 I primissimi modelli di autovetture per autoscontro utilizzavano motori a scoppio, che furono presto abbandonati in favore di un motore elettrico, alimentato tramite una rete elettrificata a maglie strette posta a circa 2,5 metri da terra, tramite struscio sulla rete stessa di un'apposita antenna metallica posta alla sommità di un palo sporgente dalla parte posteriore della vettura. 
Spesso l'inserimento e il disinserimento della corrente nella rete decreta l'inizio e la fine della corsa.
A parte il design delle vetture, che oggi in alcuni casi riproduce, su licenza delle ditte produttrici di automobili, alcuni famosi modelli d'auto, l'aspetto e la concezione dell'autoscontro è rimasta pressoché immutata negli ultimi decenni. 
In base alla tipologia e alla fascia di utenza cui sono destinati, gli autoscontri possono distinguersi in:

- Autoscontri tradizionali, descritti sopra;
Miniscooter o autoscontri per bambini, simili in tutto e per tutto a quelli per adulti ma più piccoli e destinati all'infanzia; spesso in questi autoscontri esistono anche vetture monoposto a forma di motocicletta;
Autoscontri acquatici, di utilizzo prettamente estivo, nei quali la pista è sostituita da una piscina piena d'acqua e le vetture consistono in piccoli natanti gonfiabili a motore.

Una macchina per l' autoscontro dello storico marchio "Bumper". Siamo negli anni '50

ACCADDE OGGI: il primo mulino a vapore in Emilia-Romagna

Il 2 febbraio del 1868 venne rogitata una società composta da Achille e Pietro Laderchi col sindaco di Russi Domenico Mazzotti. 


Fu il primo esempio di mulino a vapore in Emilia-Romagna. 

Il nostro Achille Laderchi fece arrivare via nave dall’Inghilterra tutta l’impiantistica e la meccanica del mulino fino al porto di Ravenna, che con carri trainati da buoi, fece trasportare fino alla sua residenza a Prada, località del Faentino.

Villa Laderchi a Prada con a destra ben visibile il camino del mulino a vapore